Le scuse dello gnocco.

visibility46397 Visite comment0 commenti person Pubblicato da: Emmanuel Poulet-Harmel list In: Blog di buongustai
Le scuse dello gnocco.
Le scuse dello gnocco.
Lo gnocco sarebbe la più ancestrale delle tradizioni culinarie, che testimonierebbe un momento di raffinatezza nella preparazione dei piatti cucinati.
Fu nel nord dell'India, nel Punjab, 4000 anni prima della nostra era, che furono ritrovati i resti di due grandi città scomparse, Harappa e Mohenjo Daro.
Civiltà prospere ed avanzate, che avevano, tra l'altro, cucine in cui si trovavano utensili: fornelli in rame, stoviglie e stoviglie, coltelli, mortai.
La ricerca ha dimostrato che le persone mangiano carne tenera, cotta in olio di sesamo e condita con senape, curcuma e zenzero.
Dovremmo vedere lì il primo antenato dello gnocco?
Se si rivelassero corretti, lo gnocco non sarebbe né più né meno una “invenzione” contemporanea a quella della ruota.
Da allora, gli gnocchi hanno esteso la loro sovranità in tutte le culture e in tutti i continenti: polpette, kefta, köttbullar, falafels, nuong, bitki, matzoh, knödel...
Quale gastronomia non conosce lo gnocco, "a proprio agio in tutte le cucine"?
In padella, fritti, cotti a fuoco lento in salsa, al vapore, in zuppa, nei panini, sulla pizza, crudi, ripieni; è l'arte sottile di accogliere gli avanzi, simbolo per eccellenza della cucina familiare, nostalgica ed economica.
Che non teme né variazioni, né approssimazioni, né improvvisazioni. Basta unire gli ingredienti che compongono la coppia, carne macinata, pesce cotto avanzato, legumi o salsiccia, aggiungere alcune erbe aromatiche, spezie, peperoncino, aglio, scalogno, formaggio, noci o frutta secca, un uovo per legare il ripieno e pangrattato per ricoprire.
E tra i palmi delle sue mani, per appropriarsi di un gesto immemorabile, ripetuto mille miliardi di volte.
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