Ordine minimo € 100 / Consegna Europa
Difficile, sentendo questa espressione molto comune, non immaginare una tavola imbandita con ospiti tutti assorti dal contenuto del loro piatto!
Questo piatto però non ha nulla a che vedere con un recipiente culinario di porcellana, ma designa la posizione di equilibrio, il modo di stare seduti, di stare in sella (si parla del "piatto buono" di un cavaliere).
Deriva probabilmente dall'antica espressione ancora usata da George Sand, "uscire dal proprio piatto" - che si applicava a chi mostrava con la sua condotta che il suo equilibrio naturale era rotto, che era "uscito dai suoi cardini", come noi diremmo più prontamente oggi - l'espressione "non essere nel tuo piatto" è apparsa nel XIX secolo e si è fissata nella forma negativa.
Può valere tanto per chi è stanco, stordito, quanto per chi è in preda a un'idea, a una preoccupazione che lo monopolizza e lo destabilizza. In tutti i casi, sia fisici che psicologici, è l'espressione che sembra più adatta a trascrivere un malessere la cui causa non è provata.