I Maroille

visibility51562 Visite comment0 commenti person Pubblicato da: Emmanuel Poulet-Harmel list In: Blog di buongustai
I Maroille
È chiamato maroilles o marolles dal nome del paese dove è nato, nella regione di Thiérache, a nord-est di Aisne.
Viene dal gallico Maro Lalo che significa "grande radura".
il Il maroilles è un formaggio storico. Tutto ebbe inizio nell'Abbazia di Landrécies, meglio conosciuta come Abbazia di Maroilles. Già nel VII secolo un monaco vi produceva un formaggio a pasta molle apprezzato in tutto il mondo e la cui fama di buongustaio prese presto piede: il cracker, dal nome del monaco benedettino che ne sviluppò la ricetta. Ma il formaggio veniva poi gustato bianco e fresco.
Occorreva infatti attendere altri duecento anni prima che un certo Enguerrand, vescovo di Cambrai, decidesse di intraprendere l'affinamento del formaggio iniziale fino a che non gli sembrò perfetto e che lo ribattezzò con questo nome teatrale: la “Meraviglia di Maroilles”.
L'abbazia era potente e seppe farlo in modo tale che le porte del Palazzo Reale si aprissero al formaggio monastico.
È così che il suo sapore forte ha deliziato molti re: Auguste Philippe II, Louis IX the Saint, Charles VI, Louis XI, François 1er. Emozionò anche il nemico giurato di quest'ultimo, ovvero Carlo Quinto, erede degli Asburgo.
Nemici per sempre, per oltre trent'anni i due uomini hanno combattuto ferocemente l'uno contro l'altro. Ma i migliori arrivavano sempre dopo il peggio, nel 1529, a Cambrai, fecero finalmente pace.
La storia non dice se questa riparazione dopo tanti anni di lotte sia stata fatta per grazia del formaggio… Ma niente ci impedisce di pensarlo!
Inoltre, Jean Gosselet, abate di Maroilles, utilizzò il formaggio del nord per annunciare il suo arrivo - o almeno così sembra - a questo onnipotente imperatore germanico, anche re di Spagna e Sicilia.
Senza nemmeno aspettare di essere invitato! Non è un bel biglietto da visita? Un formaggio profumato come un viatico…
Si dice anche che Enrico IV il Béarnais, già noto per essere un fan dell'aglio, ne comprò un po' a Bercy da un mercante sulla banchina per banchettarne avidamente.
E si dice anche che Turenne, sebbene non nativo - sebbene originario delle vicine Ardenne - se ne rimpinzasse senza curarsi dell'alito.
Quanto al Fénelon - è vero arcivescovo di Cambrai, quindi necessariamente informato di questa produzione - è un formaggio che venerava.
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