Il pastis è ormai uno dei drink preferiti dai francesi. Un successo che dobbiamo all'assenzio ea un nome famosissimo: Paul Ricard.
Nel 19° secolo, l'alcol alla moda era l'assenzio. Tuttavia, la cosiddetta "fata verde" divenne rapidamente il nemico numero uno delle leghe anti-alcolismo, dei medici e della Chiesa cattolica.
C'è da dire che con la sua gradazione alcolica elevata (oltre i 60°!) e una strana molecola, l'assenzio semina scompiglio tra i suoi bevitori.
Insomma, nel 1915 sono vietati "l'alcol che fa impazzire", e qualsiasi bevanda oltre i 16°.
Ma è troppo tardi, l'abitudine è presa, i francesi hanno preso in simpatia le bevande fresche all'anice. Si passa poi all'assenzio marsigliese a base di anice stellato e liquirizia. Proibite fino ad allora, le bevande all'anice furono finalmente autorizzate nuovamente nel 1920 a condizione che non superassero i 30° di alcol.
Un giovane di 23 anni, figlio di un commerciante di vini, ha approfittato di questa autorizzazione e ha commercializzato una nuova bevanda all'anice. Gli dà il suo nome, "Ricard".
Conviviale e locale, questa è l'immagine che il Paul Ricard vuole dargli. Lo ha lanciato con uno slogan unico, semplice ma senza tempo: “Ricard, il vero pastis di Marsiglia”. È nato Pastis.
Ricard pastis è stato un grande successo fin dall'inizio, tanto da attirare subito la concorrenza. Pernod, l'iniziatore dell'assenzio in Francia, ha poi svelato un nuovo seme di anice nel suo nome e ha continuato nel 1951, con l'uscita di "Pastis 51".
La competizione tra le due società continuò per diversi anni, fino al 1974, anno in cui si unirono e si fusero.
Il gruppo Pernod-Ricard è appena stato creato. Da allora, il marchio è stato uno dei leader mondiali negli alcolici. Tanto che ordiniamo “a pastis”, “un piccolo giallo”, oltre che un “Ricard”.