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Lungo da cuocere a fuoco lento, ma semplice da preparare, un piatto #tradizionale che mette in primo piano le frattaglie. Economico, deliziosamente gustoso e, contrariamente alla credenza popolare, "leggero".
Alcuni non li sopportano, li dichiarano disgustosi e grossolani, li sospettano di mille mali, cedono a oscure paure provocate dall'idea stessa di mangiare una parte nascosta del corpo dell'animale che "viene da dentro": gli intestini, stomaco...
Ma gli altri – tutti gli altri che li amano, ne vanno pazzi, non si stancano mai di loro – ricordano che sono all'origine della nascita di Gargantua: Gargamelle lo ha partorito, scrive #Rabelais , dopo aver mangiato “grande piantato”. con il coraggio”.
Vero è che a quel tempo la #trippa – poiché è proprio la trippa, di cui è – erano molto apprezzate.
Economici, gustosi, erano ospitati in mille modi, alla base dei piatti della tradizione odierni: trippa di montone alla provenza, piede alla marsigliese o allo zafferano, rispondendo al grazioso nome #medievale di "trippa gialla in Quercy e albigese; #trippa di vitello e agnello a cabassol in Rouergue e Auvergne...
Trippa di manzo aglio e timo (servita con patatine fritte!) al Nord, a Cambrai, o, ovviamente, "à la mode de Caen", fatta con le quattro parti dello stomaco (rumine, berretto e caillette), come così come un piede di manzo.