Supponete che l'origine dell'espressione sia un'allusione culinaria: colui che è la vittima, l'ingannato, non viene catturato, in fondo, come un tacchino in una farsa?
Spiegazione allettante per questo "Indon" (il tacchino era in origine il "pollo dell'India"), ma che probabilmente non è quella giusta.
In Infatti, se il significato di "essere la vittima designata, essere abbindolato" è indubbiamente quello dell'espressione di fine Settecento (e sorgerà sulla sua scia anche il verbo "dindonner" a significare abbindolare, ingannare) , lo scherzo in questione sembra piuttosto designare uno scherzo, un brutto scherzo fatto a qualcuno, il tacchino a svolgere il ruolo che oggi attribuiremmo più facilmente al piccione!
E si potrebbe addirittura suggerire di vedervi una diretta allusione alla favola di La Fontaine, intitolata La volpe e i polli dell'India, dove la furba volpe, per abbattere da un albero dei tacchini storditi, mima loro un vero e proprio scherzo:
(La volpe) ricorreva al suo sacco di trucchi malvagi, fingeva di volersi arrampicare, si infilava sulle zampe, poi contraffaceva i morti, poi i resuscitati.
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